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Gravidanza e diabete tipo 1: da dove iniziare?

Ciao a tutti! Come state? E’ un po’ che non passo di qui, ma dopo la grande notizia di qualche settimana fa, non potevo fare a meno di scrivervi due parole e raccontarvi un po’…

Nel 2022 io e Pietro diventeremo genitori! ♥

Siamo super felici e non vediamo l’ora di conoscere il nostro piccolo o la nostra piccola ♥
L’arrivo di una nuova vita in famiglia sconvolge e allo stesso tempo riempie di gioia e felicità, ma anche curiosità, dubbi, insicurezza e a volte un po’ paura!

Ho voluto scrivere questo articolo per raccontarvi quello che è successo prima che tutto accadesse: come mi sono preparata a questa nuova fase della mia vita e come ho gestito il diabete (tipo 1) in vista di questo grosso cambiamento fisico, ormonale e glicemico.

Pian piano pubblicherò degli articoli legati alla mia gravidanza e al racconto della mia esperienza, per potervi essere di aiuto a voi mamme con DT1 in quello che posso (fatemi sapere in privato su Instagram o direttamente nella sezione Contatti!) ma soprattutto, per dimostrare al mondo che il diabete non deve MAI essere un ostacolo nel vivere la nostra serenamente ♥ Buona lettura amici!

Le primissime visite mediche

Ho comunicato al mio diabetologo il desiderio di diventare mamma verso la fine del 2019, ma solo a novembre del 2020 ho iniziato a farmi seguire nell’ambulatorio di Gravidanza e Diabete del mio ospedale. Durante le prime visite mi hanno prescritto degli esami di controllo pre-gravidanza, tra cui gruppo sanguigno, toxoplasmosi, tiroide, assieme a tutti i soliti esami che un paziente con diabete tipo 1 fa ogni 3-4 mesi (emoblogina glicata, glucosio, esami delle urine…).

Il diabete di tipo 1 non è molto amico delle sorprese ed è giusto comunicare al proprio medico il desiderio di una futura gravidanza, approcciare questo grosso cambiamento essendo seguiti da professionisti e preparandosi in anticipo ad eventuali valori da sistemare.

La mia priorità nell’ultimo periodo è stata, ovviamente, la gestione della mia malattia. Questo famoso “via libera” viene dato quando l’emoglobina glicata è sotto 6.5% (42 mmol/mol).

Ve lo confesso, la prima volta che ho sentito questa cosa ho pensato: “non riuscirò mai ad avere un figlio… avere una glicata di 6.5% per me sarà impossibile!”

A settembre del 2020 ero arrivata a 6.7% di glicata, mantenendomi su quel valore anche fino a gennaio del 2021 (con 6.8%). E’ stato in quel momento quando il mio medico mi ha dato l’ok per iniziare a cercare una gravidanza, anche se il 6.5% non lo avevo raggiunto.

Il mio obiettivo poi è stato quello di mantenere una glicata buona per potermi assicurare una gravidanza in futuro simile (ripeto, simile) a quella di una donna senza diabete.

Valori di Emoglobina Glicata (media glicemica degli ultimi 90 gg) in quest'ultimo periodo

ATTENZIONE! Ci tengo molto a precisare che queste sono le glicate che sono andate bene per me, ma non vuol dire che vadano bene per tutti! Ognuno è diverso o ogni diabete è gestito in maniera diversa, e deve essere il vostro diabetologo a giudicare assieme a voi se i vostri valori vanno bene o hanno bisogno di aggiustamenti ☺.

Una piccola riflessione...

Sarò sincera con voi: non ho vissuto benissimo i miei anni con il diabete di tipo 1. Le glicemie erano sempre piuttosto ballerine, e non sono orgogliosa di confessarvelo, ma è giusto che io riesca a riconoscere i miei errori. Bisogna prendere in mano questa malattia, invisibile in certi aspetti, ma molto pesante e presente in altri.

Per essere più tranquilla e serena, e cercare di avere in futuro una gravidanza come una donna normoglicemica (ovvero, senza diabete di tipo 1) ho deciso di aspettare qualche mese da quando ho rievuto l’ok dal diabetologo (anche per prepararmi psicologicamente). Volevo anche mantenere una buona glicata e assicurarmi che tutti i valori fossero nella norma, anche a medio/lungo termine e non solo dagli ultimi esami del sangue fatti.

Ma cosa ho fatto per migliorare il mio scompenso glicemico? Il cambiamento più importante è avvenuto nella mia testa. Sono diventata più matura e flessibile mentalmente, e la cosa più importante, mi sono accettata.

Ho il diabete di tipo 1 da quando ho 4 anni (nel mio Blog trovate altri articoli legati al diabete), e, forse per trovare un certo conforto nel mio scompenso glicemico mi sono sempre detta (ma anche sentita dire) di avere un diabete difficile.

In realtà poi col tempo mi sono resa conto che era una autoconvizione, un modo per farmi credere di non potercela fare. Ma poi col tempo ho scoperto che i limiti ce li poniamo noi stessi, e bisogna decidere in maniera matura come vivere la propria vita e la propria malattia. A un certo punto ho detto: io non ho un diabete difficile, semplicemente non mi sono impegnata abbastanza finora.

Mi sono ripromessa, che da quel momento in poi, mi sarei impegnata di più. Avrei avuto più pazienza, imparato a dire di no a certe situazioni (che sapevo avrei fatto fatica a gestire) e mi sarei messa d’impegno nel trovare un equilibrio tra vita socialealimentazione e attività fisica.

Il mio passato come paziente diabetica era stato molto instabile fino a quel momento e dovevo aggiustare tante cose, ma ho pensato di potercela fare e iniziato un nuovo capitolo.

Sono partita dalle basi: ho spolverato la bilancia da cucina e iniziato a pesare tutto quello che mangiavo, ho letto l’etichetta di alimenti confezionati e fatto operazioni matematiche (semplici, eh, non vi spaventate) per calcolare i carboidrati di ogni pasto. Così ho iniziato a quantificare ciò che mangiavo, essendo anche in grado di identificare momenti nella giornata di alta o bassa sensibilità insulinica. Di conseguenza ho aggiustato le dosi d’insulina basale e ratio di insulina / carboidrato del microinfusore e ho perfezionato la gestione dell’attività fisica.

Due app che ho usato in pre-gravidanza e che mi sono servite per quantificare bene i carboidrati che mangiavo (quando non erano alimenti confezionati e non potevo consultare l’informazione nutrizonale) sono Yazio e Fitbit.
Entrambi contengono una base dati super completa ed è possibile calcolare carboidrati (e non solo) di tutto ciò che si inserisce. 

Qualche dettaglio sulla mia terapia

Se mi seguite su Instagram saprete che gestisco il diabete di tipo 1 con microinfusore d’insulina Medtronic 780G e CGM (monitoraggio continuo di glicemia), chiamato comunmente sensore (Guardian Sensor 3).

Non vi dico la quantità di notti in bianco che ho passato perché il microinfusore continuava a vibrare, a darmi degli allarmi di glicemia alta o bassa. Sono passata, nel corso degli anni della mia malattia, dalla quasi indifferenza alla voglia di prendere le redini della mia salute, attraversando ovviamente diversi livelli di disperazione, perché non si raggiunge nessun obiettivo senza sbagliare!

Ho proprio cambiato il modo in cui vivevo la mia malattia.

Diciamo che ho trovato una certa stabilità glicemica quando ho iniziato a vedere i grafici piatti durante la notte, e prima di colazione avevo una buona glicemia (attorno a 100 mg/dl). Da lì poi partiva la mia giornata, e se sbagliavo una dose o un conteggio di carboidrati, respiravo profondamente ♥, imparavo dal mio errore ☺ e speravo nella giornata successiva. E così un giorno dopo l’altro, durante settimane, mesi…

Ovviamente non finisce qui, perché non è solo conta di carboidrati e insulina (che bella vita sarebbe!). Un altro fattore molto importante è l’attività fisica! Tutti dicono aiuti i livelli di glicemia ma spesso rende la quotidianità ancora più difficile, soprattutto quando non si gestisce bene. Nel mio caso, dopo taaanti tentativi sono riuscita a capire come gestire lo yoga, gli allenamenti funzionali, le lunghe camminate o la corsa in un modo piuttosto decente.

Vorrei continuare a scrivere ma non finirei mai! Per cui se avete dei dubbi o volete raccontarmi la vostra storia, scrivetemi pure su Instagram o nella sezione Contatti. Sarò stracontenta di scambiare due chiacchiere! ♥

Vi lascio solo alcune foto che mi ricordano che ce l’ho fatta, anche quando pensavo di non esserne capace.

Giugno 2020
Settembre 2019
Maggio 2021

Se io posso, anche tu puoi ♥

Non ho visto i risultati subito. Ricordo benissimo quella glicata di 7,2% a giugno del 2020 e sentire come se tutto lo sforzo fosse stato fatto per niente, e mi sono davvero scoraggiata. Ma poi ho capito che dovevo essere più paziente, e col passare dei mesi ho avuto la mia ricompensa (a me le grandi gioie arrivano in piccole dosi, non so a voi). Dopo qualche mese ho raggiunto il famoso 6,5% e ho pensato… “caspita Laura, non era vero che tu avessi un diabete difficile, dovevi solo impegnarti di più e credere in te stessa!” ☺