Diabete & Yoga: una gestione a 360°

Credo che diabete e attività fisica abbiano un rapporto amore-odio. Uno non può stare senza l’altro, ma quando si mettono insieme bisogna controllare che tutto vada bene… 

Lo sport aiuta le persone che hanno diabete a gestire meglio il controllo glicemico, a diminuire il loro fabbisogno insulinico e, in generale, ad avere una migliore qualità di vita. 

Dall’altro lato invece, introdurre l’attività fisica nella vita di un diabetico può diventare un arma a doppio taglio. Infatti è importante sapere con anticipo l’intensità e la durata della stessa, al fine di evitare sorprese.

E’ molto importante preparare il corpo a una glicemia adeguata che possa sopportare un alto consumo di zuccheri: assumere carboidrati se necessario o fare delle unità d’insulina in più in caso di iperglicemia. Non dimentichiamoci che è altrettanto importante evitare iperglicemie reattive post-attività.

Quanti tipi di yoga esistono?

Ci sono tante diverse filosofie nello yoga, e si caratterizzano dalla quantità di respiri completi (inspirazione ed espirazione) che si tiene in una data posizione o asana.
Alcuni esempi: Hatha Yoga, con almeno 5 respiri (quindi circa 50 secondi), Vinyasa Yoga (3 respiri) o Power Yoga (soltanto 1).
Io ho quasi sempre praticato Vinyasa (anche chiamato yoga dinamico), dove le lezioni durano dai 75 ai 90 minuti, e sono strutturate in tre parti principali:

Rilassata e lenta, il respiro è calmo. In base al tipo di lezione, il riscaldamento sarà diverso, e durerà dai 15 ai 20 min.

Questa è la parte più lunga e intensa, e dura circa un’ora. Nella maggior parte dei casi è un workout puro! Il battito cardiaco sale e si suda davvero, di conseguenza è la parte della lezione dove si brucia di più e dove bisogna fare più attenzione alle possibili ipoglicemie.

Nell’ultima parte il corpo si prepara a una fase di relax e raffreddamento. Normalmente è la parte più breve della lezione.

Detto, questo, l’importante è che la glicemia non vada né troppo giù né troppo su, rimanendo nei limiti accettabili.

IL MIO OBIETTIVO:
tra i 100 e 170-180 mg/dl

Tenete conto che io ho un microinfusore d’insulina (Medtronic 670G) e il Guardian Sensor 3, per cui devo stare particolarmente attenta alle interruzioni (ovvero quando stacco il micro) per via delle iperglicemie reattive dopo la ri-connessione.

Ecco a voi i miei calcoli, ragionamenti e valutazioni ogni volta che pratico yoga

PREPARAZIONE
Dalle 3 alle 4 ore prima faccio particolare attenzione alle glicemie: controllo del sensore, calibrazioni frequenti, e cerco di essere il più precisa possibile. La mia safe zone sta tra 90 e 130 mg/dl nelle 2-3 ore precedenti. Mi preparo all’attività con uno spuntino: uno yogurt, una mela piccola o un paio di mandarini. Se invece sono in iperglicemia, correggo con un piccolo bolo.

MEZZ’ORA PRIMA 
Se la glicemia è alta, correggo, ma riduco del 30-40% il valore che mi suggerisce il micro, stando sempre molto attenta alla discesa nella prima parte della lezione.
Se la glicemia è in target, mangio una barretta o qualche biscotto prima d’iniziare, e faccio una basale temporanea del 70%.

DURANTE LA LEZIONE
Davanti al tappetino ho sempre con me: glucometro, bustine di zucchero, e ovviamente il microinfusore!
Tengo connesso il micro la prima parte della lezione, con la basale del 70% che prepara il mio corpo alla seconda parte, nella quale tolgo il micro e pratico liberamente.
Durante quest’oretta lo controllo comunque per evitare sorprese. Se mi devo fermare e mangiare qualcosa, lo faccio. I miei insegnanti sono sempre a conoscenza della mia situazione e vi suggerisco di fare la stessa cosa con i vostri! 😊
Dopodiché, quando la seconda parte finisce, lo connetto di nuovo facendo un piccolo bolo subito (1-1,5 unità) per evitare iperglicemie reattive.

Davanti al mio tappetino SEMPRE:
glucometro, lancette, strisce pungidito, microinfusore, qualche bustina di zucchero e carboidrati!